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giovedì 2 settembre 2010
io e New York!
Che cosa mi è rimasto di New York?
Avevo mai visto una città così diversa e contraddittoria? Capace di modifcare il proprio aspetto con la stessa velocità che occorre per attraversare una strada?
Avevo mai avvertito prima che il cambiamento non era soltanto architettonico ma soprattutto sociale e che riguardava lo stesso modo di vivere degli abitanti?
Avevo mai respirato quella sensazione che avrei potuto provare a fare qualsiasi cosa?
Che lì proprio lì avresti la possibilità di scrivere una storia di fumetti, fare un film, scrivere musica, o semplicemente aprire un chiosco di granite?
Tutto questo è Manhattan.
Al di là dei grattacieli, dei musei, dei parchi, è lo spirito della città che conquista.
Il rendersi conto di essere in posto dove puoi vedere tutto e tutti senza che nessuno si accorga di te.
Puoi vedere bambini con i capelli a punta di stella, tali e quali a quelli delle "simpatiche canaglie", persone in teatro a Broadway in canottiera e ciabatte, camminare per le strade il Joker, o l'uomo ragno, puoi assistere a spettacoli di ogni genere.
Puoi pensare di recitare in strada una scena di "c'era una volta in America" senza alcuna vergogna.
La cosa più incredibile di Manhattan è che davvero quando cammini per le sue strade alzando gli occhi al cielo credi davvero di poter vedere l'uomo ragno volteggiare sopra la testa.
E' così
a New York puoi vedere tutti senza essere visto da nessuno.
e questo l'ho provato soltanto qui.
fsn
mercoledì 1 settembre 2010
....are exhausted!
Avrei da lavorare. Ma proprio in questo periodo non riesco a fare niente.
Non mi sopporto. Dieci minuti con me stesso sono sufficienti a mettermi l’uggia.
E’ sempre la solita questione della pancia e della testa.
La prima è “abitare”, e viene privilegiata a discapito dell’altra che andrebbe portata avanti perchè è il bisogno, il privilegio di ferire, l’ intrecciarsi di radici, uncini, che non ha niente a che fare con il viver sereni.
E per una volta io non sono nel mezzo, anche perchè lì in mezzo non c’è posto.
Mettere tutto nella costruzione di una cosa, curarla cercando di farla crescere, capire che è stata portata a termine per poi vederla cadere su se stessa fragile come un castello di sabbia in riva al mare, mi esaurisce. Mi ferisce.
Innamorarsi di una persona è una idea, quasi una intuizione, la vera dimostrazione che esistiamo per qualcosa. Butti giù lo schizzo, e inizi a costruire. La costruzione di un amore mescola il sangue con il sudore se te ne rimane. Ci vuole tempo, fatica.
Il problema è che quando un amore hai finito di costruirlo devi decidere se abitarlo, e quella è un’altra faccenda. C’è gente che si diverte a costruire solo per poi buttare giù tutto e ricominciare da capo.
Forse sono così anche io, ed è stato un privilegio, ma se non sei tu a buttare giù tutto?
Le ferite che nascono ti esauriscono.
Sembra un gioco crudele, incosciente.
Tra due persone potersi ferire è un privilegio. Se mi ferisci vuol dire che ti importa. Ogni ferita ci mostra la differenza inseparabile di due persone. E’ un peso difficile da sostenere, mentirsi è molto più facile.
E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
Non mi sopporto. Dieci minuti con me stesso sono sufficienti a mettermi l’uggia.
E’ sempre la solita questione della pancia e della testa.
La prima è “abitare”, e viene privilegiata a discapito dell’altra che andrebbe portata avanti perchè è il bisogno, il privilegio di ferire, l’ intrecciarsi di radici, uncini, che non ha niente a che fare con il viver sereni.
E per una volta io non sono nel mezzo, anche perchè lì in mezzo non c’è posto.
Mettere tutto nella costruzione di una cosa, curarla cercando di farla crescere, capire che è stata portata a termine per poi vederla cadere su se stessa fragile come un castello di sabbia in riva al mare, mi esaurisce. Mi ferisce.
Innamorarsi di una persona è una idea, quasi una intuizione, la vera dimostrazione che esistiamo per qualcosa. Butti giù lo schizzo, e inizi a costruire. La costruzione di un amore mescola il sangue con il sudore se te ne rimane. Ci vuole tempo, fatica.
Il problema è che quando un amore hai finito di costruirlo devi decidere se abitarlo, e quella è un’altra faccenda. C’è gente che si diverte a costruire solo per poi buttare giù tutto e ricominciare da capo.
Forse sono così anche io, ed è stato un privilegio, ma se non sei tu a buttare giù tutto?
Le ferite che nascono ti esauriscono.
Sembra un gioco crudele, incosciente.
Tra due persone potersi ferire è un privilegio. Se mi ferisci vuol dire che ti importa. Ogni ferita ci mostra la differenza inseparabile di due persone. E’ un peso difficile da sostenere, mentirsi è molto più facile.
E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
martedì 31 agosto 2010
Era quasi notte...
...e la carrozza stava finendo il tour a Central Park.
"Senti, tu sei la risposta di Dio a Giobbe: sai, avresti messo fine a tutte le discussioni tra loro. Dio avrebbe indicato te e detto: "Faccio tante cose tremende, ma ne so fare anche come questa, sai". E Giobbe avrebbe detto: "Okay, hai vinto".
W. A. "Manhattan"
"Senti, tu sei la risposta di Dio a Giobbe: sai, avresti messo fine a tutte le discussioni tra loro. Dio avrebbe indicato te e detto: "Faccio tante cose tremende, ma ne so fare anche come questa, sai". E Giobbe avrebbe detto: "Okay, hai vinto".
W. A. "Manhattan"
martedì 24 agosto 2010
domani è un altro giorno...
Un giorno vorrei far sapere(come se importasse a qualcuno) i motivi che mi hanno spinto a scrivere questo blog.
Per chi ho iniziato a scriverlo.
In effetti sarebbe un atto dovuto, nei confronti di questa persona dico.
Certo lo scorrere dei giorni, il passare del tempo, la malinconia che arriva con settembre mi portano verso una preoccupante sfocatura di me.
difficile discernere quale sia la soluzione e quale il problema.
domenica 22 agosto 2010
la strada!
"può dirmi per favore che direzione devo prendere per uscire di qui?"
chiese Alice.
"dipende da dove devi andare", rispose Stregatto.
"mi interessa poco dove andare..." rispose Alice.
"Allora, poco importa la via che prendi," replicò il gatto.
chiese Alice.
"dipende da dove devi andare", rispose Stregatto.
"mi interessa poco dove andare..." rispose Alice.
"Allora, poco importa la via che prendi," replicò il gatto.
giovedì 5 agosto 2010
domenica 1 agosto 2010
.....mentre.....
.....mentre su New York calavano le prime ombre della sera, fsn, il terrore dei criminali, pattugliava a bordo della sua fsn mobile, le strade della sua città.
" prima...frizione e seconda......frizione, terza.... quale sarà il "pippo" dei fari??" così mentre i suoi pensieri erano impegnati nella risoluzione di problemi irrisolvibili ai più, New York poteva dormire sonni tranquilli.
Intanto a pochi isolati "la nuvola" il suo acerrimo e più crudele nemico stava progettendo un nuovo piano per la conquista del mondo...
....ma questa è un'altra storia....
fsn comics n.1
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