il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle continue provocazioni ed ai continui attacchi ha così replicato.
«Continuano a dirmi 'Berlusconi a casa'. Ma mi danno qualche problema. Io di case ne ho venti e non saprei dove andare».
Immediati gli applausi della folla. Che evito di commentare.
Mi pare comunque ovvia la risposta.....LA CASA CIRCONDARIALE!!!!
Visualizzazioni totali
mercoledì 6 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
che dire.
la mediocrità delle persone si vede nelle piccole cose.
Nella loro incapacità di dire quello che pensano apertamente.
Nella incapacità di riconoscere ciò che non è proprio.
Nella mediocrità dei loro piccoli gesti .
Nella loro sottile invidia espletata in inutili atteggiamenti.
Nella loro infruttuosa ricerca di imitazione.
Sorrido a loro....che pena che fanno....!
Nella loro incapacità di dire quello che pensano apertamente.
Nella incapacità di riconoscere ciò che non è proprio.
Nella mediocrità dei loro piccoli gesti .
Nella loro sottile invidia espletata in inutili atteggiamenti.
Nella loro infruttuosa ricerca di imitazione.
Sorrido a loro....che pena che fanno....!
martedì 28 settembre 2010
ECCOLI ECCOLI ASTROROBOT!!!
Un' udienza a Prato, con un collega del posto, è stata una sfida all'ultimo sangue...
ma dici a me?..........ma dici a me?......
hei con chi stai parlando?...dici a me? Non ci sono che io qui...
Di... ma con chi credi di parlare?
ah si ..va bene...State a sentire stronzi...io ne ho abbastanza....
caro collega se vuoi la guerra, è proprio ciò che avrai, non mi piacciono i tipi come te...
Stamani l'udienza è stata una guerra ..
.non mi ero mai divertito tanto.....
avvocati COME QUELLO DI STAMANI DOVREBBERO ESSERE ESPULSI, NON FOSSE ALTRO PER LA LORO TOTALE IGNORANZA DELLA MATERIA....
Se non è adesso sarà in Appello o in Cassazione ma non cederò di un millimetro.
domenica 26 settembre 2010
Mi trovo all'ennesimo corso di aggiornamento.
Mi defilo in un angolo della sala,
non troppo in fondo, però..
mi domando di cosa stiano parlando
quali cose tanto importanti si stiano raccontando
queste persone che a mala pena si conoscono.
Perdo il filo del discorso del relatore dopo poche parole
e mi arrampico sopra una nuvola che mi porta in alto.
Fisso sensazioni, pensieri, attimi......poi niente.
Che ad un certo punto
riesci a baypassare la necessità di fissare l’attimo con la parola,
di ingabbiare il momento nella struttura rigida della frase,
e lasci a ciò che accade la libertà totale di essere vissuto fino alla fine,
foss’anche quella di scomparire e dissolversi,
se così deve essere.
venerdì 24 settembre 2010
QUELLI ....
Quelli belli come noi che non cambieranno mai
con il fegato a Pinot
l'attesa di Godot
e il cuore di Pierrot
quelli belli come noi che non capireste mai
......
quelli brutti come voi
non ci fregheranno mai sempre pronti ad un 'emozione
che non proverete
mai.
(Vecchioni)
giovedì 23 settembre 2010
senza parole!
Vedere la risata grassa di soddisfazione e l'abbraccio di chi pensa "anche a questo giro glielo abbiamo messo sotto la coda, l'abbiamo fatta franca possiamo fare quello che cazzo ci pare"
mi fa pensare solo a
che paese.....di nani!!!
Bleahhhhhh!!
martedì 21 settembre 2010
lo sai che....
.............scrivo una cosa così, e giuro, non faccio più un cazzo!!
Andammo i pomeriggi cercando affiatamento,
scoprivo gli USA e rari giornaletti.
Ridesti nel vedermi grande e grosso coi fumetti,
anch' io sorrisi sempre più scontento.
Poi scrissi il nome tuo versando piano sulla neve
la strana cosa che sembrava vino,
mi aveva affascinato il suo colore di rubino:
perchè lo cancellasti con il piede?
La scatola meccanica per musica è esaurita,
rimane solo l' eco in lontananza,
ma dimmi cosa fai lontana via nell' altra stanza,
ma dimmi cosa fai della tua vita.
O sera, scendi presto! O mondo nuovo, arriva!
Rivoluzione, cambia qualche cosa!
Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa
mia stanca civiltà che si trascina.
Poi piovve all' improvviso sull' Amstel, ti ricordi?
Dicesti qualche cosa sorridendo;
risposi, credo, anch' io qualche banalità scoprendo
il fascino di un dialogo tra i sordi.
Tuo nonno era un grand' uomo, famoso chissà cosa,
di loro si usa dire "è ancora in gamba".
Mi espose a gesti e a sputi quella "weltanshauung" sua stramba
puntando come un indice una rosa.
Malinconie discrete che non sanno star segrete,
le piccole modeste storie mie,
che non si son mai messe addosso il nome di poesie,
amiche mie di sempre, voi sapete!
Ebbrezze conosciute già forse troppe volte:
di giorno bevo l' acqua e faccio il saggio.
Per questo solo a notte ho quattro soldi di messaggio
da urlare in faccia a chi non lo raccoglie.
Il tuo patrigno era un noto musicista,
tuo padre lo incontravi a qualche mostra.
Bevemmo il tè per terra e mi piaceva quella giostra
di gente nelle storie tue d' artista.
Mi confidasti trepida non so quale segreto
dicendo "donna" e non "la cameriera".
Tua madre aveva un forte mal di testa quella sera:
fui premuroso, timido, discreto.
E tu nell' altra stanza che insegui i tuoi pensieri,
non creder che ci sia di meglio attorno:
noi siamo come tutti e un poco giorno dopo giorno
sciupiamo i nostri oggi come ieri.
Ma poi che cosa importa? Bisogna stare ai patti:
non voglio il paradiso né l'inferno.
Se a volte urlo la rabbia, poi dimentico e mi perdo
nei mondi dentro agli occhi dei miei gatti.
Uscimmo un po' accaldati per il troppo vino nero,
danzammo sulla strada, già albeggiava.
Sembrava una commedia musicale americana,
tu non lo sai, ma dentro me ridevo...
Guccini canzone delle situazioni differenti
Iscriviti a:
Post (Atom)